Dai Brambo!

Foto di Juliana JuiceQuesto pezzo è un po’ più personale del solito e non avrei mai voluto scriverlo, o quanto meno non in questi termini.

Sì, perchè quando nel 2015 i Daemons ebbero la sventurata idea di affidarmi l’attacco della squadra senior, in piena rifondazione dopo gli anni d’oro del Red Wall, quando per la prima volta venni annunciato alla squadra allo Scirea, il mio amico, allora capo allenatore, Pietro Marotta, uno di poche parole (beh, insomma…) ma che quando parla non lo fa mai a vanvera, nel presentarmi i ragazzi dell’attacco, che poco conoscevo, mi parlò di quel ragazzo che “viene dall’atletica, è ancora molto allo stato brado, ma ha del potenziale” (parole sue).

E che venisse dall’atletica lo si sarebbe intuito comunque: con quel suo modo di correre sempre a busto molto verticale, addominali sempre contratti e punte dei piedi sempre davanti alle ginocchia.
Tra me e me mi dissi: “boh, vediamo come questo potenziale si traduce sul campo”.
Non ci misi molto per capire che c’era del talento: ero molto sorpreso dal fatto che un giovane wide receiver, con solo mezzo anno di attività e quindi ancora molto acerbo, fosse così abile nel trovare spazio tra le zone, correndo tracce pulite con grande naturalezza essendo pure dotato di mani docili. Anzi per dirla tutta, proprio non me ne capacitavo, io che da giovane avevo impiegato anni prima di riuscire a separarmi da un defensive back (per poi scoprire che era inciampato).

E Riccardo non ci mise molto, al suo primo anno pieno di attività, a scalare la depth chart fino a divenire il mio Alfa receiver. Ma io lo volevo tra gli hashmark, perchè era lì che dava il meglio. Quell’anno Riccardo segnò il primo touchdown dei Daemons, ma soprattutto, tra alti e bassi, regalò sempre un sorriso a tutti, perchè lui è così, ti sorride anche se gli stai antipatico, anche se ha appena perso una partita.

Fortunatamente chi, dopo di me e con maggior cognizione di causa, è stato alla guida dell’attacco dei Daemons ha fatto fiorire un atleta che con me era malapena sbocciato. Fiorire a tal punto che, quest’anno, dopo aver seminato il panico tra la difesa dei Blue Storms nell’ultima partita dello scorso campionato, Riccardo ha finalmente coronato il suo sogno di giocare tra i grandi, in IFL, nei Lions Bergamo, mica pizza e fichi.

E chi, come me, ieri ha guardato la partita ad Azzano o in streaming, ha potuto finalmente scoprire quel ragazzo che gioca in mezzo col 14. Ieri, ero un po’ orgoglioso, davanti allo schermo, nel vedere Riccardo, che io agli albori avevo allenato (o provatoci), correre per 50 e più yard alla sua prima ricezione in IFL, rimontato solo dalla safety americana dei Giants.

Stamattina, però, la doccia fredda. Perchè tutti abbiamo scoperto che la sua battaglia più grande, Riccardo, non l’ha combattuta Domenica al campo, ma tra Domenica e Lunedì su un altro campo meno fangoso. Ovviamente ha vinto, ma che spavento ci ha fatto prendere?
E siamo sicuri che lo ha fatto non facendo mancare a chi lo aveva davanti un sorriso, perchè lui ti sorride sempre!

Ricky, o come amano chiamarti dalle nostre parti “Brambo”: ho avuto il compito di farti sentire la vicinanza di tutti i Daemons, dai coach ai giocatori, alla dirigenza, a tutti ma proprio tutti. Non è stato difficile farlo, ma scriverlo sì.

Forza e coraggio!
Ti apettiamo!

 

Foto di Juliana Juice

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