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Foto di Juliana JuiceCi siamo quasi.

A tre giorni dalla partita più importante della stagione, quella semifinale tanto inseguita dai Daemons e finalmente raggiunta dopo anni di purgatorio, la tensione sale e con essa anche la consapevolezza di quello che potrebbe voler dire una vittoria.

Di fronte ai Daemons i Pretoriani Roma, forse la squadra più attrezzata dell'intero campionato per arrivare fino in fondo, abituati come nessuno a partite di questo genere e soprattutto con il dente avvelenato dopo la sconfitta nella finale dello scorso campionato.
Finora i Daemons di coach Cavallini hanno compiuto un'impresa riuscita in passato solo ai Daemons di coach Ferracuti e coach Vecchi tra il 2010 e il 2011. Le squadre di allora potevano contare su una maggiore esperienza, ma quella di quest'anno è tra le tre quella più scanzonata ed entusiasmante.

Vista l'importanza della partita abbiamo deciso di farci raccontare le emozioni ad essa legata da coach Cavallini appunto, cioè al simbolo della rinascita dei Daemons.

Di seguito l'intervista integrale.

D: Dopo un lungo e accidentato cammino i Daemons tornano in semifinale. Cosa è stato decisivo per raggiungerla, rispetto ai Daemons degli ultimi anni?

G: Ciao a tutti; come avevo detto in preseason l'obiettivo stagionale non era rappresentato da un bilancio di vittorie e sconfitte, play off etc... ma dal vedere la squadra che partendo dal livello di football maturato a fine stagione scorsa seguisse un percorso di miglioramento. Come sempre i traguardi sono difficili da raggiungere e per una serie di motivazioni legate a nuovi e giovani innesti, a moltissimi problemi di assenza per motivi lavorativi di numerosi uomini di linea (avevamo addirittura messo in discussione la permanenza in II div.) e siamo di conseguenza partiti cercando nuovi equilibri soprattutto in difesa. Devo dire che il lavoro svolto con tenacia da parte di tutto il coaching staff, il voler a tutti i costi insegnare una nuova mentalità di approccio agli allenamenti ed alle partite, ha nel tempo dato i suoi frutti. In campo i veterani diffondono tranquillità e quell'essere duri a morire che ci ha contraddistinto per tutto il campionato, ogni allenamento ed ogni partita viene studiata e preparata al meglio che possiamo fare, quindi posso tranquillamente dire che il risultato "season 2019" è stato raggiunto, la squadra è migliorata di livello sul campo e nella testa. Quello che più mi entusiasma è vedere allo stato attuale quanto è grande il potenziale ancora inespresso e nei miei sogni desidererei vederlo esplodere Domenica pomeriggio, ma so che il cammino per l'eccellenza è fatto di piccoli passi e la semifinale sarà uno di questi.

D: Una partita di questo calibro può giocare brutti scherzi a livello emotivo. Cosa dovranno fare i giocatori per vincere l'emozione?

G: Emozione, desiderio, passione, tutto racchiuso in pochi secondi ad ogni singolo snap. Bisogna essere bravi e fortunati per arrivare a vivere queste emozioni in un campo da football, insieme ai propri compagni ed in una semifinale nazionale. Quello che si porta sul campo è quello che si è riusciti a costruire in una intera stagione. Il controllo delle proprie emozione, dell'ansia, della paura di sbagliare sono un terreno di conquista che ogni giocatore deve affrontare con se stesso per arrivare ad esprimere il meglio ..... quando il meglio serve ed è difficile da tirare fuori per l'alto livello dell'avversario. I miei ragazzi non mi deluderanno mai, sarò sempre dalla loro parte.

Foto di Juliana JuiceD: La posta in palio è la finale di seconda divisione, traguardo mai raggiunto dai Daemons. Cosa significherebbe per te e per la società tale traguardo?

G: Approdare in finale, sarebbe come realizzare un sogno mai nemmeno preso in considerazione questa stagione. Già ora come HC, vedere come è cresciuto tutto il coaching staff, il livello di maturità raggiunto dai ragazzi mi soddisfa in modo completo, ma se all'inizio della stagione la partecipazione al campionato appariva un'impresa, questa semifinale lo è 10 volte di più , ma siamo sinceri ......... chi non si innamora di un'impresa che appare impossibile. Nello sport l'impossibile si sgretola con la forza di volontà e la fiducia nei propri mezzi . Se dovesse accadere di arrivare alla finale, finalmente anche tutte le persone che per i Daemons lavorano senza apparire, potrebbero riempirsi di soddisfazione perchè senza tutto ciò che ruota intorno al campo da football non si può arrivare da nessuna parte.

D: Come vedi i nostri avversari, I Pretoriani, lo scorso anno finalisti del campionato e sempre estremamente competitivi?

G: I Pretoriani sono leggenda!! Ora sono l'insieme del meglio di Barbari e Gladiatori e la mia risposta potrebbe concludersi qui, ma vado oltre: i Gladiatori sono storia importante, i Barbari hanno dominato prima in giovanile e poi con quei ragazzi in numerosissimi campionati in seconda divisione, quasi sempre nei primi 2 posti, vincendo o perdendo la finale del campionato che esprime il massimo livello di soli giocatori italiani. Non potevamo desiderare di incontrare un avversario migliore di loro per constatare a quale punto della nostra crescita siamo arrivati, l'avversario è il tuo vero strumento di crescita. Conosco giocatori e coach Pretoriani da più di 10 anni, portano sul campo il massimo livello fisico atletico che possono esprimere in tutti i reparti. Li ho considerati vincenti del nostro campionato sin dall'inizio e contro di noi useranno tutte le armi in loro possesso. Noi ovviamente faremo lo stesso e spero vivamente di vivere e far vivere una partita entusiasmante, sono certo che alla fine vincerà il migliore. Grazie a tutti

Grazie a te coach.

L'impegno è fissato per Domenica, con kick off alle 15.00 allo stadio Scirea di Cernusco sul Naviglio in via Buonarroti 44. L'ingresso è libero e lo spettacolo assicurato.
Che vinca il migliore!

 

Forza Daemons!

 

Foto di Juliana Juice
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